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CARRELLO

[vuoto]

ANTONIO BUENO

Litografie | Senza Titolo | cod.0724X


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L'ARTISTA

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Antonio Bueno: Un'Analisi Approfondita del Percorso Artistico, del Mercato e delle Risorse Ufficiali

 

 

I. Sintesi Esecutiva: Antonio Bueno – Un'Eredità nell'Arte e nel Mercato

 

Antonio Bueno (1918-1984) si configura come una figura centrale nell'arte italiana del XX secolo, riconosciuto per la sua distintiva evoluzione stilistica e il profondo impatto sul dibattito artistico del dopoguerra. Nato a Berlino da genitori spagnoli, acquisì la cittadinanza italiana nel 1970. La sua carriera è stata caratterizzata da diversi periodi di trasformazione, dalle prime esplorazioni figurative alla sperimentazione avanguardistica con i monocromi, culminando nelle sue iconiche figure "neoteniche".

Il percorso artistico di Bueno è segnato da una ricerca costante di nuove forme espressive, interagendo con vari movimenti pur mantenendo una voce artistica singolare. La sua ultima esposizione, alla Biennale di Venezia del 1984, pochi mesi prima della sua scomparsa, fu ampiamente acclamata e rappresenta indubbiamente l'apice della sua intera produzione.

Il mercato delle opere di Bueno rimane solido, con una chiara distinzione di valore tra i suoi dipinti unici a olio e le sue più accessibili opere grafiche. La domanda costante per i suoi pezzi distintivi sottolinea il suo duraturo richiamo per i collezionisti. Inoltre, l'esistenza di un sito web ufficiale dedicato e di un'associazione culturale (Associazione Culturale Bueno) fornisce risorse essenziali per la sua biografia, la storia espositiva e, in modo cruciale, l'autenticazione delle sue opere, rafforzando la fiducia del mercato e l'integrità accademica.

 

II. Antonio Bueno: Un Viaggio Biografico e Artistico

 

 

La Vita Iniziale e la Formazione (1918-1940)

 

Antonio Bueno nacque il 21 luglio 1918 a Berlino, in Germania, in un contesto familiare e culturale di grande ricchezza. Suo padre era un giornalista spagnolo, corrispondente per il quotidiano ABC di Madrid, mentre sua madre era di origine ebraica, proveniente dall'attuale Polonia. Questa combinazione di origini fornì a Bueno un'infanzia "multilingue e cosmopolita", caratterizzata da frequenti spostamenti tra Germania, Spagna e Svizzera, un ambiente culturalmente eterogeneo per l'epoca. Questa immersione precoce in diverse culture europee suggerisce una formazione intrisa di influenze variegate, che probabilmente gli conferì una prospettiva unica sull'identità e l'appartenenza. Questa apertura culturale potrebbe avergli impedito di essere confinato a una singola tradizione artistica nazionale, favorendo una ricettività verso diversi movimenti artistici e un approccio sfumato ai soggetti, particolarmente evidente nelle sue successive opere figurative che spesso trascendono specifici marcatori culturali, conferendo un'universalità alle sue figure "neoteniche".

La sua formazione artistica ebbe inizio a Ginevra, dove seguì le orme del fratello maggiore, Xavier Bueno, anch'egli destinato a una carriera di successo nella pittura. I due fratelli erano legati non solo dalla pittura, ma anche da una comune passione per la politica e la musica. Nel 1938, Antonio si stabilì a Parigi con Xavier, dove entrambi maturarono artisticamente. Inizialmente, la loro produzione era caratterizzata da pennellate fuse, rendendo difficile distinguere l'autore delle singole opere. Tuttavia, le fonti indicano una successiva e marcata divergenza stilistica: Xavier si orientò verso opere di esplicito carattere socio-politico, mentre Antonio sviluppò un approccio "più sottile e allusivo" e sperimentale. Questa separazione stilistica evidenzia lo spirito artistico indipendente di Antonio Bueno e il suo impegno verso un'esplorazione più introspettiva ed esteticamente focalizzata, che sarebbe diventata un tratto distintivo del suo stile maturo. Questo processo suggerisce anche un potenziale dialogo o tensione interna che alimentò la sua unica spinta sperimentale.

Nel gennaio 1940, Antonio Bueno giunse in Italia insieme al fratello Xavier e alla madre. Si stabilì definitivamente a Firenze, una città che avrebbe assunto un ruolo centrale nella sua vita artistica e professionale.

 

L'Evoluzione Post-Bellica e i Cambiamenti Stilistici (Anni '40-'50)

 

Una volta giunto in Italia, Bueno manifestò una reazione all'insegnamento di stampo "tardo-cezanniano" ricevuto in Accademia. Invece, sviluppò un profondo interesse per le tecniche dei primitivi fiamminghi e dei surrealisti. Questa scelta artistica, che combinava la meticolosità dei fiamminghi con la profondità psicologica e simbolica del surrealismo, gettò le basi per le sue successive opere figurative, spesso raffinate ma intrise di un senso di mistero o onirico. Questa sintesi di influenze apparentemente disparate rivela un artista profondamente immerso nella storia dell'arte, ma anche determinato a forgiare un percorso unico, anticipando le radici del suo periodo di "realismo magico".

A metà degli anni '40, Bueno si associò al gruppo "I Pittori Moderni della Realtà", partecipando a importanti esposizioni. Nel 1947, espose a Milano (presso la Galleria Cairoli, la Galleria de L'Illustrazione Italiana e la Galleria Barbaroux, quest'ultima con il fratello Xavier) e a Firenze (Galleria Botti). Nel 1948, le sue opere furono esposte a Roma presso la Galleria La Margherita. La sua partecipazione a queste mostre nel dopoguerra lo colloca all'interno di un movimento che probabilmente reagiva alle astrazioni e agli eccessi delle avanguardie precedenti, cercando un ritorno alla figurazione o un rinnovato impegno con la realtà. Questa prima affiliazione a un gruppo artistico indica un impegno fondamentale per la rappresentazione figurativa, che sarebbe poi riemersa come suo stile distintivo.

La crescente rilevanza di Bueno a livello nazionale fu ulteriormente sottolineata dai suoi primi inviti e partecipazioni a eventi artistici di grande prestigio. Ricevette il suo primo invito alla VI Quadriennale di Roma nel 1947. Successivamente, partecipò per la prima volta alla Quadriennale di Torino nel 1951, all'VIII Quadriennale di Roma e alla Biennale di Milano nel 1955, e alla XXVIII Biennale di Venezia nel 1956. Queste partecipazioni iniziali furono fondamentali per consolidare la sua reputazione nel panorama artistico italiano.

 

Il Periodo dei Monocromi e l'Impegno nell'Avanguardia (1959-1968)

 

Tra il 1959 e il 1962, Antonio Bueno si dedicò quasi esclusivamente alla pittura monocromatica, un cambiamento stilistico significativo rispetto ai suoi precedenti lavori figurativi. I suoi primi monocromi erano prevalentemente neri, realizzati con una tecnica unica di "impronta", spesso applicata con tamponi di spugna. Meno frequenti erano i monocromi rossi o bianchi, sebbene intorno al 1967 produsse quasi esclusivamente monocromi bianchi a rilievo. L'accusa di "leucofilia" (amore per il bianco) da parte di Giorgio de Chirico nelle sue

Memorie è un commento critico, sebbene polemico, su questo periodo. Tale critica suggerisce che l'esplorazione del colore (o della sua assenza) da parte di Bueno fosse percepita come provocatoria all'interno dell'establishment artistico dell'epoca. La transizione dai monocromi neri a impronta ai lavori bianchi a rilievo indica un approccio sperimentale sistematico ed evolutivo alla superficie e alla texture, al di là della semplice riduzione del colore. Questo periodo dimostra la volontà di Bueno di spingere i confini e di confrontarsi con concetti avanguardistici, evidenziando la sua curiosità intellettuale e il suo ruolo nell'impegno della scena artistica italiana con l'arte post-informale e concettuale, preparando il terreno per i suoi successivi e più complessi ritorni figurativi.

Nel 1962, Bueno, insieme a Piero Manzoni e Paolo Scheggi, organizzò quella che egli stesso rivendicò come "la prima mostra di pittura monocromatica in Italia". Questo periodo lo vide instaurare precise relazioni operative con altri artisti fiorentini della sua generazione. Dal 1959, si era formato un gruppo che, oltre a Loffredo, includeva Vinicio Berti, Gualtiero Nativi, Alberto Moretti e Leonardo Ricci: era "Nuova Figurazione". Nel 1963, Bueno co-fondò il "Gruppo '70" con pittori, musicisti e poeti d'avanguardia, e organizzò la mostra internazionale "La Nuova Figurazione" a Palazzo Strozzi a Firenze, sotto il patrocinio del Comune di Firenze. Presentò anche la mostra "Tecnologica" alla Galleria Quadrante, insieme a L. Pignotti e G. Chiari. Il ruolo attivo di Bueno in questi gruppi e la sua rivendicazione di aver organizzato la prima mostra monocromatica in Italia lo collocano come innovatore e organizzatore chiave nell'avanguardia italiana. L'obiettivo dichiarato del gruppo di "individuare nella nebulosa dell'informale... il concretarsi di alcuni nuclei più definiti" rivela il desiderio di apportare struttura e nuovo significato all'arte informale prevalente, prefigurando il suo ritorno a una figurazione più definita. Questo periodo mette in luce la leadership intellettuale di Bueno e la sua capacità di navigare e influenzare il complesso panorama artistico del dopoguerra. Suggerisce inoltre che le sue successive opere figurative non furono un semplice ritorno alla tradizione, ma una "riscoperta della raffigurazione umana" informata dalle sue rigorose esplorazioni astratte e concettuali, rendendo la sua figurazione unicamente moderna e profonda.

Le mostre di rilievo durante questo periodo includono la "I Mostra monocroma" (Firenze, Galleria Il Fiore, 1962), la "II Mostra monocroma" (Bologna, Galleria Il Cancello, 1963) e la partecipazione al XIV Premio del Fiorino (Firenze, 1963) con "Nuove tendenze". Espose anche a livello internazionale a Varsavia (Festival di Sopot) e a Parigi (Galerie Domec) nel 1963.

 

Le Figure Neoteniche e lo Stile Maturo (Anni '60-'80)

 

Dopo il periodo dei monocromi, Bueno compì una significativa "riscoperta della raffigurazione umana", che tornò prepotentemente al centro dei suoi dipinti. Questo portò alle sue opere più distintive e riconoscibili: i "busti e le teste neotenici". Queste figure sono caratterizzate da forme arrotondate e semplificate, spesso raffiguranti bambini vestiti con abiti da marinaio, uniformi da pompiere, o come audaci reinterpretazioni di celebri capolavori dell'arte. Il termine "neotenico" si riferisce alla conservazione di caratteristiche giovanili nell'età adulta. La rappresentazione coerente di figure con "forme arrotondate e semplificate" , in particolare bambini in uniformi specifiche o come reinterpretazioni di capolavori, suggerisce una scelta artistica deliberata per evocare innocenza, vulnerabilità o una qualità atemporale e archetipica. Non si tratta di semplice ritrattistica, ma di un'esplorazione concettuale dell'essenza umana e della memoria. Questa scelta stilistica permise a Bueno di creare immagini universalmente attraenti ma profondamente risonanti, trascendendo il semplice realismo per commentare l'infanzia, la memoria e la natura duratura dell'arte stessa. Le "reinterpretazioni di capolavori" collegano ulteriormente il suo lavoro a un più ampio dialogo storico-artistico, posizionandolo come un artista che rispetta e al contempo sovverte in modo giocoso la tradizione.

Tra le sue opere più celebri di questo periodo si annoverano "Rebus" (1968), "Le amiche" (1969) e "Il pompiere e la modella" (1977). Le sue figure di "Marinaretto" divennero particolarmente iconiche, apparendo in diverse tecniche e formati. Bueno esplorò anche temi di ironia e favola, come dimostrato dalla sua partecipazione alla VI Biennale Nazionale d'Arte Figurativa di Piacenza. Questo periodo fu caratterizzato da una continua e vasta attività espositiva, sia a livello nazionale che internazionale.

 

Gli Ultimi Anni e l'Impatto Duraturo (1970-1984)

 

Antonio Bueno acquisì la cittadinanza italiana nel 1970, consolidando il suo legame con il paese in cui trascorse gran parte della sua vita artistica.

L'ultimo grande impegno di Bueno fu la preparazione delle opere per la Biennale di Venezia del 1984. Nonostante fosse gravemente malato e fisicamente indebolito, espose una serie di "opere magistrali che furono ampiamente acclamate e che rappresentano indubbiamente l'apice della sua intera produzione". Tra queste figuravano dipinti significativi come "Concerto campestre per Giorgione" e "L... storia di tutti noi che ci occupiamo d'arte". La descrizione della sua esposizione alla Biennale di Venezia del 1984 come una "affermazione finale" e l'"apice della sua intera produzione" è estremamente significativa. Implica che, nonostante la malattia, egli abbia offerto una potente dichiarazione artistica che ha consolidato la sua eredità. Questo successo culminante della sua carriera in un evento così prestigioso ha probabilmente cementato la sua importanza storica e il suo valore di mercato postumo. Questo trionfo finale suggerisce un artista che è rimasto creativamente vibrante e rilevante fino alla fine, lasciando un'impressione forte e duratura nel mondo dell'arte.

Antonio Bueno si spense il 26 settembre 1984 a Fiesole, in Toscana, pochi mesi dopo l'inaugurazione della Biennale. L'interesse per le sue opere, tuttavia, ha continuato a crescere anche dopo la sua scomparsa.

 

III. Analisi di Mercato: Quotazioni e Fattori di Valore

 

 

Panoramica della Performance di Mercato di Antonio Bueno

 

Il valore di mercato delle opere di Antonio Bueno è determinato da diversi fattori chiave, tra cui la rarità del pezzo, il periodo specifico della sua carriera a cui appartiene, la tecnica utilizzata (ad esempio, olio, tecnica mista, litografia) e la sua provenienza. Le opere del suo periodo di "Realismo Magico" e "metafisiche", in particolare le sue iconiche figure "neoteniche", tendono a raggiungere prezzi più elevati grazie alla loro distintività e riconoscibilità.

Esiste una chiara distinzione nel mercato in termini di accessibilità e valore tra le sue opere uniche (dipinti, sculture) e le sue opere grafiche (stampe, litografie), offrendo diversi punti di ingresso per i collezionisti.

 

Quotazioni per Opere Uniche (Opere Uniche)

 

Le opere uniche di Antonio Bueno, come i dipinti a olio e i pezzi a tecnica mista, generalmente variano da €1.100 a oltre €20.000.

Risultati e Stime d'Asta Specifici:

  • Pezzi di Alto Valore:

    • "Fanciulla" (1976, olio su faesite, 40x30 cm): stimata tra €14.000 e €16.000. Un'altra "Fanciulla" (1976, olio su faesite, 40x30 cm) con dedica sul verso è stata venduta da Fabiani Arte.

    • "Prima comunione" (olio su tela, 70x50 cm): stimata tra €20.000 e €25.000. Quest'opera è accompagnata da un certificato rilasciato nel 1980 da Bianco Giovanbattista ed è registrata presso l'Associazione Culturale Bueno.

    • "Musical duet" (1970, olio su hardboard): stimata tra €12.000 e €18.000. È firmata e corredata da un certificato fotografico rilasciato da Maria Isabella Bueno.

    • "Profilo" (circa 1959, olio su faesite, 30x20 cm): venduta con una stima tra €12.000 e €14.000. È accompagnata da un certificato di autenticità rilasciato da Isabella Bueno.

    • "Woman in fur" (1960, olio su tela, 75x55 cm): stimata tra €9.000 e €11.000.

    • "La malmostosa" (1959, olio su tela, 60x45 cm): stimata tra €8.000 e €10.000. Firmata e dedicata, con dichiarazione di autenticità di Isabella Bueno.

    • "Senza titolo" (1961, olio su tela, 50x70 cm): stimata tra €8.000 e €10.000.

    • "Figura con cappello (giallo)" (1983, olio su cartoncino, 40x30 cm): venduta a €8.700 più diritti d'asta.

    • "La signora Luisa" (1983, olio su tavoletta, 30x20 cm): venduta a €7.700 più diritti d'asta.

    • "La pensosa" (1980, olio su tela, 35x27 cm): venduta a €6.500 più diritti d'asta.

    • "Fiammetta" (1970, olio su masonite, 50x40 cm): stimata tra €6.000 e €8.000. Accompagnata da un certificato di autenticità dell'Archivio Antonio Bueno.

  • Pezzi di Fascia Media:

    • "Monica" (1974, olio su masonite, 24x18 cm): venduta a €5.500 più diritti d'asta.

    • "Ragazza con cappello" (olio su tela, 29x23 cm): stimata tra €5.000 e €7.000.

    • "Profilo femminile" (olio su masonite): stimata tra €5.000 e €7.000.

    • "Marinaretto" (1980, tecnica mista su tela su carta, 38x28 cm): stimata tra €2.500 e €3.200. Firmata, con numero d'archivio e titolo sul verso.

    • "Jug with flowers" (olio su tela, 40x30 cm): stimata tra €2.500 e €4.000.

    • "Fanciulla bionda" (olio su faesite, 40x30 cm): base d'asta €7.000.

    • "Fanciulla" (olio su tavola, 50x40 cm): base d'asta €3.000.

  • Pezzi di Fascia Bassa:

    • "Vaso di fiori": base d'asta €1.100.

    • "Impronte": base d'asta €900.

    • "Profilo": basi d'asta di €500, €450, €100.

    • "Opera unica, disegno a penna": venduta a €600.

Un aspetto notevole della produzione di Antonio Bueno è la creazione di pezzi unici di gioielleria. Ad esempio, sono state stimate tra €5.000 e €7.000 spille in oro giallo 18 carati con rubini, zaffiri e diamanti, come "Hairy Woman" (1974), "Small Braids" (1975) e "Big Titted Lady" (1975). Questi pezzi sono firmati "A. Bueno" sul retro e realizzati dall'orafo F.. La presenza di questi gioielli, che si distinguono dai suoi dipinti e dalle sue grafiche, indica una diversificazione della sua produzione artistica. Sebbene non siano dipinti, si tratta di pezzi unici e firmati, che mostrano un più ampio raggio creativo. Le loro stime elevate, paragonabili a quelle di alcuni dipinti, sottolineano il loro valore come espressioni artistiche singolari. Questa diversificazione testimonia la volontà di Bueno di esplorare diverse forme di espressione artistica e materiali, potenzialmente attraendo una gamma più ampia di collezionisti e dimostrando la sua visione artistica onnicomprensiva al di là della tela tradizionale.

Tabella 1: Risultati d'Asta Selezionati per Opere Uniche di Antonio Bueno (Anni '50-'80)

Titolo dell'Opera Anno Tecnica/Medium Dimensioni (cm) Stima (€) Prezzo Realizzato (€) Fonte
Fanciulla 1976 Olio su faesite 40x30 14.000 – 16.000 N/A  
Prima comunione N/A Olio su tela 70x50 20.000 – 25.000 N/A  
Musical duet 1970 Olio su hardboard N/A 12.000 – 18.000 N/A  
Figura con cappello (giallo) 1983 Olio su cartoncino 40x30 N/A 8.700 + d.a.  
La signora Luisa 1983 Olio su tavoletta 30x20 N/A 7.700 + d.a.  
La pensosa 1980 Olio su tela 35x27 N/A 6.500 + d.a.  
Monica 1974 Olio su masonite 24x18 N/A 5.500 + d.a.  
La malmostosa 1959 Olio su tela 60x45 8.000 – 10.000 N/A  
Marinaretto 1980 Tecnica mista su tela su carta 38x28 2.500 – 3.200 N/A  
Opera unica, disegno a penna N/A Disegno a penna N/A N/A 600  
Impronta n° 2 Primi anni '60 Olio su tavola 70x50 5.500 – 6.500 N/A  
Profilo c. 1959 Olio su faesite 30x20 12.000 – 14.000 N/A  
Marinaretto N/A Olio su tela cartonata 40x30 N/A N/A  
Fanciulla bionda N/A Olio su faesite N/A Base: 7.000 N/A  
Vaso di fiori N/A N/A N/A Base: 1.100 N/A  
Impronte N/A N/A N/A Base: 900 N/A  
Profilo N/A N/A N/A Base: 500, 450, 100 N/A  
Big Titted Lady (gioiello) 1975 Spilla in oro 18ct con rubini, zaffiri, diamanti 7x4 5.000 – 7.000 N/A  
Small Braids (gioiello) 1975 Spilla in oro 18ct con rubini, zaffiri, diamanti 4.5x3.5 5.000 – 7.000 N/A  

 

Quotazioni per Opere Grafiche (Grafiche d'Autore)

 

Le opere grafiche di Antonio Bueno, che includono litografie, cromolitografie, serigrafie, acqueforti e acquetinte, sono generalmente più accessibili, con prezzi che tipicamente variano da €65 a €600.

Risultati e Stime d'Asta Specifici:

  • "Minimuseo" (ottobre 1996, undici litografie, prova d'artista): venduto a €250 più diritti d'asta.

  • "Abbraccio" (litografia colorata a mano, esemplare fuori commercio, foglio 17x14 cm): venduto a €150 più diritti d'asta.

  • "Figura femminile con guanti" (litografia a colori, es. 91/200, foglio 69x49 cm): venduto a €150 più diritti d'asta.

  • "Incontro a Firenze" (1981, fotolitografia, prova d'artista, foglio 50x70 cm): stimato tra €150 e €200, disponibile per l'acquisto immediato a €100.

  • "Profilo di fanciulla" (acquaforte e acquatinta, es. 64/90, foglio 50x35 cm): venduto a €100 più diritti d'asta.

  • "Ritratto di bambino" (1977): venduto a €218.

  • "Figura": stimata tra €150 e €200, base d'asta €150.

  • Cromolitografie come "LA SPAGNOLA" a €220, "Il Marinaretto In Sfondo Nero!!!" a €219, "MARINARETTO" (su tela) a €65, "LE SORELLINE" a €120.

  • Serigrafie come "2 Pipe" (70x50, firmata, numerata, pubblicata 1980) a €225, un'altra 50x70 firmata e numerata (1980) a €200, "TORERO" (108/125) a €260, "ELENA" (45/100, 1980) a €400.

  • Litografie su Subito.it che vanno da €70 a €600.

  • "Concertino metafisico" (litografia, 50x70 cm, prova d'artista): stimata tra €300 e €400.

  • "Volti di ragazza" (anni '70, litografia a colori, ed. 100/100): stimata tra €500 e €1.000.

  • "Lotto composto di 2 incisioni" (litografie su carta filigranata): stimate tra €160 e €320.

La presenza di numeri di edizione (ad esempio, 91/200, 108/125, 45/100, 100/100) e la dicitura "prova d'artista" (p.d.a.) o "es. fuori commercio" indicano una produzione controllata delle sue opere grafiche, che ne influenza il valore. La determinazione del prezzo delle opere grafiche di Bueno le posiziona chiaramente come un punto di ingresso più accessibile per i collezionisti rispetto ai suoi dipinti unici. La variazione di prezzo all'interno delle grafiche è influenzata da fattori come la dimensione dell'edizione (edizioni più piccole o prove d'artista possono essere più preziose), la tecnica (acqueforti rispetto alle cromolitografie) e il soggetto specifico (ad esempio, il "Marinaretto" è iconico). Questa accessibilità consente a un pubblico più ampio di acquisire un pezzo dell'eredità di Bueno, favorendo una più ampia apprezzamento e potenzialmente servendo da porta d'accesso alla collezione delle sue opere uniche più significative. Per gli investitori, comprendere le sfumature della dimensione dell'edizione e delle serie grafiche specifiche è fondamentale per ottimizzare il valore.

Tabella 2: Quotazioni Medie per Opere Grafiche di Antonio Bueno

Tipo di Grafica Range Dimensioni Tipico (cm) Tiratura (Esemplari) Range Prezzo Medio (€) Note/Esempi Fonte
Litografie Varie (es. 50x70, 30x30) Variabile (es. 100, 200, p.d.a.) 70 – 600 "Minimuseo" (€250), "Concertino metafisico" (€300-400), "Volti di ragazza" (€500-1000)  
Cromolitografie Varie (es. 70x50) Variabile 65 – 400 "LA SPAGNOLA" (€220), "Marinaretto" (€65-219), "LE SORELLINE" (€120)  
Serigrafie Varie (es. 70x50) Variabile (es. 100, 125) 69 – 400 "2 Pipe" (€225), "TORERO" (€260), "ELENA" (€400)  
Acquaforti/Acquatinta Varie (es. 50x35, 75x55) Variabile (es. 90) 100 – 350 "Profilo di fanciulla" (€100), "Acquaforte Originale" (€350)  

 

IV. Storia Espositiva: Presenza Nazionale e Internazionale

 

La vasta storia espositiva di Antonio Bueno, sia a livello nazionale che internazionale, testimonia il suo costante riconoscimento critico e la sua presenza nel mercato dell'arte per tutta la sua carriera. La sua partecipazione a importanti biennali e quadriennali sottolinea la sua integrazione nel mondo dell'arte mainstream e la sua coerente produzione artistica.

 

Maggiori Esposizioni Nazionali

 

La Biennale di Venezia ha rappresentato una piattaforma ricorrente e significativa per Bueno. Ha partecipato alla XXVIII Biennale nel 1956 e alla XXXIV Biennale nel 1968, con un catalogo curato da E. Sanguineti. La sua ultima e più acclamata esposizione fu alla XLI Biennale nel 1984, dove presentò opere come "Concerto campestre per Giorgione" e "L... storia di tutti noi che ci occupiamo d'arte", considerate l'"apice della sua intera produzione". Questo culmine trionfante della sua carriera in un evento così prestigioso ha probabilmente cementato la sua importanza storica e il suo valore di mercato postumo.

La Quadriennale di Roma lo vide per la prima volta invitato alla VI edizione nel 1947 , e successivamente partecipò all'VIII Quadriennale nel 1955 e alla XIX Quadriennale nel 1959. Alla

Quadriennale di Torino fu invitato per la prima volta nel 1951 e partecipò anche nel 1955 e 1959. Prese parte anche alla

Biennale di Milano nel 1955.

Tra le principali mostre collettive e personali italiane si annoverano:

  • Le esposizioni de "I Pittori Moderni della Realtà" a Milano (Galleria Cairoli, Galleria de L'Illustrazione Italiana, Galleria Barbaroux con X. Bueno) e Firenze (Galleria Botti) nel 1947, e a Roma (Galleria La Margherita) nel 1948.

  • "Mezzo secolo d'arte Toscana 1901-1950" a Firenze, Palazzo Strozzi, nel 1952.

  • Le "I Mostra monocroma" (Firenze, Galleria Il Fiore, 1962) e "II Mostra monocroma" (Bologna, Galleria Il Cancello, 1963).

  • "La Nuova Figurazione" (Firenze, Palazzo Strozzi, 1963), curata da M. Bergomi e J.L. Ferrier.

  • "Tecnologica" (Firenze, Galleria Quadrante, 1963), con A. Bueno, G. Chiari, L. Pignotti.

  • L'"Antologica 1936-1981" (Firenze, La Nuova Strozzina, Palazzo Strozzi, 1981), con un catalogo di P. Santi.

  • "I D'apres, 1939/1979" (Vicenza, Chiesa di San Giacomo; Prato, Galleria Metastasio).

  • "Ironia e favola" (Piacenza, VI Biennale Nazionale d'Arte Figurativa, 1981).

  • La "Mostra delle opere grafiche donate agli Uffizi" (Firenze, Galleria Menghelli).

  • "Monochromes 1955-1981" (Ferrara, Studio d'Arte Melotti, 1981).

Oltre a queste, Bueno ha esposto in numerose gallerie italiane, tra cui la Galleria Il Cavallino (Venezia), la Galleria La Bussola (Torino), la Galleria L'Obelisco (Roma), la Galleria Falsetti (Prato), la Galleria L'Indiano (Firenze), la Galleria La Navicella (Viareggio), la Galleria Santa Croce (Firenze), la Galleria Guida (Napoli), la Galleria Il Fiore (Firenze), la Galleria Medea (Cortina d'Ampezzo), la Galleria Selby (Forte dei Marmi), la Galleria Michaud (Firenze), la Galleria Medea (Milano), la Galleria Dada (Tavarnelle), la Galleria De Amicis (Firenze), la Galleria Forni (Bologna), la Galleria Annunciata (Milano), la Galleria La Piramide (Firenze), la Pinacoteca Comunale (Massa Marittima, Montepulciano), la Chiesa di San Paolo (Macerata), la Galleria Il Cannocchiale (Milano), la Galleria Eliseo (Roma), Palazzo Casali (Cortona), Casa di Chiesino (Poggibonsi), la Galleria Albanese (Matera), la Galleria Spagnoli (Firenze), la Galleria Faustini (Forte dei Marmi), la Galleria Arte Quadri (Livorno) e la Galleria Ducale (Vigevano). Questa estesa partecipazione a gallerie regionali e a mostre tematiche indica un impegno costante con diverse comunità artistiche e la volontà di esplorare specifiche sfaccettature della sua opera. Queste esposizioni più piccole e mirate sono state fondamentali per lo sviluppo delle sue idee artistiche e per raggiungere pubblici diversi. Questa diffusa presenza nazionale suggerisce che Bueno non era semplicemente un "artista da Biennale", ma una parte integrante della dinamica scena artistica italiana del dopoguerra, contribuendo a vari dialoghi locali e tematici. Ciò fornisce anche un contesto più ricco per comprendere l'evoluzione dei suoi stili e la sua curiosità intellettuale.

 

Esposizioni Internazionali

 

L'esposizione internazionale di Antonio Bueno iniziò precocemente, con la sua partecipazione al Salon des jeunes (sezione grafica) a Parigi nel 1938. Negli anni successivi, il suo lavoro fu presentato in importanti centri artistici globali:

  • New York, World House Galleries (Italy, 1957).

  • New York, Sagittarius Art Gallery (1958).

  • Los Angeles, Lane Gallery (1958).

  • San Francisco, "Italy, three directions" (1959).

  • Londra, Arthur Jeffres Gallery (1959).

  • Varsavia, Festival di Sopot (1963).

  • Parigi, Galerie Domec (1963 e "Cinq peintres de Florence").

Un'altra mostra di rilievo, sebbene tenuta in Italia, fu "España Libre" (Rimini, Firenze, Ferrara, Reggio Emilia, Venezia, 1964). Il suo tema e la sua focalizzazione curatoriale sulla "Spagna Libera" suggeriscono una dimensione politica e culturale internazionale. La sua costante presenza espositiva in importanti centri artistici internazionali come New York, Los Angeles, Londra e Parigi dimostra che il suo lavoro ha trasceso i confini nazionali e ha trovato risonanza presso un pubblico globale. Questa ampia esposizione è fondamentale per costruire e mantenere un mercato internazionale per la sua arte. Il suo record espositivo internazionale indica che Bueno non era solo un fenomeno italiano, ma un artista di rilevanza globale, le cui tematiche e innovazioni stilistiche hanno trovato apprezzamento in diversi contesti culturali. Questo ampio richiamo contribuisce alla stabilità e alla potenziale crescita del suo valore di mercato.

È importante notare che la sua presenza espositiva continua anche postuma, come dimostra la mostra "Beautiful World, Where Are You?" (AreaB, giugno-settembre 2025) , indicando un duraturo riconoscimento internazionale.

Tabella 3: Elenco Cronologico delle Principali Esposizioni (1938-1984)

Anno Nome dell'Esposizione Luogo (Città, Sede) Tipo (Personale/Collettiva, Biennale/Quadriennale/Galleria) Curatore/Nota sul Catalogo Fonte
1938 Salon des jeunes (sezione grafica) Parigi Collettiva N/A  
1947 VI Quadriennale di Roma (Primo invito) Roma Collettiva (Quadriennale) N/A  
1947 I Pittori Moderni della Realtà Milano, Galleria Cairoli; Firenze, Galleria Botti; Milano, Galleria de L'Illustrazione Italiana; Milano, Galleria Barbaroux Collettiva J. Silvestre (per Barbaroux)  
1948 I Pittori Moderni della Realtà Roma, Galleria La Margherita Collettiva N/A  
1951 Quadriennale di Torino (Primo invito) Torino Collettiva (Quadriennale) N/A  
1952 Mezzo secolo d'arte Toscana 1901-1950 Firenze, Palazzo Strozzi Collettiva N/A  
1955 VIII Quadriennale Roma Collettiva (Quadriennale) N/A  
1955 Biennale di Milano Milano Collettiva (Biennale) N/A  
1956 XXVIII Biennale Venezia Collettiva (Biennale) N/A  
1957 Italy New York, World House Galleries Collettiva A.R. Krakusin  
1958 Sagittarius Art Gallery New York Personale A. Cagli  
1958 Lane Gallery Los Angeles Personale M. Praz  
1959 Italy, three directions San Francisco Collettiva G. Carandente  
1959 Arthur Jeffres Gallery Londra Personale M. Praz  
1959 XIX Quadriennale Roma Collettiva (Quadriennale) N/A  
1962 I Mostra monocroma Firenze, Galleria Il Fiore Collettiva M. Bergomi  
1963 II Mostra monocroma Bologna, Galleria Il Cancello Collettiva L.V. Masini  
1963 La Nuova Figurazione Firenze, Palazzo Strozzi Collettiva (Internazionale) M. Bergomi, J.L. Ferrier  
1963 Tecnologica Firenze, Galleria Quadrante Collettiva A. Bueno, G. Chiari, L. Pignotti  
1963 Festival di Sopot Varsavia Collettiva L.V. Masini  
1963 Galerie Domec Parigi Personale G.C. Argan  
1964 España Libre Rimini, Firenze, Ferrara, Reggio Emilia, Venezia Collettiva (Internazionale) G.C. Argan, J. Moreno Galvan, V. Aguilera Cerni  
1968 XXXIV Biennale Venezia Collettiva (Biennale) E. Sanguineti  
1981 Antologica 1936-1981 Firenze, La Nuova Strozzina, Palazzo Strozzi Antologica P. Santi  
1981 Monochromes 1955-1981 Ferrara, Studio d'Arte Melotti Personale S. Salvi  
1981 Ironia e favola Piacenza, VI Biennale Nazionale d'Arte Figurativa Collettiva (Biennale) N/A  
1984 XLI Biennale di Venezia Venezia Collettiva (Biennale) N/A  
2025 Beautiful World, Where Are You? AreaB Collettiva N/A  

 

V. Risorse Ufficiali e Autenticazione

 

 

Siti Web Ufficiali e Associazioni Culturali

 

Il riferimento digitale primario per l'artista è il sito web ufficiale www.antoniobueno.it. Questo sito funge da hub centrale per le informazioni sulla sua vita e le sue opere, offrendo contenuti in diverse lingue, tra cui italiano, spagnolo, inglese, francese e tedesco.

L'Associazione Culturale Bueno svolge un ruolo fondamentale nella conservazione dell'eredità di Antonio Bueno. Il suo sito web ufficiale è www.associazionebueno.it. L'associazione ha sede a Fiesole, Firenze (Via dei Bosconi, 48 - 50014 Fiesole (FI)). Detiene il copyright per il materiale presente sul proprio sito ed è dedicata alla tutela e alla valorizzazione dell'arte, della natura e del paesaggio italiani. L'esistenza sia di un sito web ufficiale dell'artista che di un'associazione culturale dedicata indica un approccio strutturato e professionale alla gestione dell'eredità di Antonio Bueno. Questa autorità centralizzata è vitale per mantenere l'integrità della sua opera, fornire informazioni accurate e sostenere il mercato dell'arte. Per i collezionisti e i ricercatori, queste risorse ufficiali offrono una fonte affidabile e autorevole di informazioni, riducendo il rischio di disinformazione e facilitando la due diligence. Dimostrano inoltre l'impegno della famiglia per la duratura reputazione dell'artista.

 

Processo di Autenticazione

 

L'autenticazione delle opere di Antonio Bueno è principalmente condotta attraverso l'"Archivio fotografico generale delle opere di Antonio Bueno". Questo archivio mantiene un registro completo delle sue opere d'arte, assegnando numeri d'archivio unici (ad esempio, 138 AByR per "Torero fondo azzurro").

L'autenticità è tipicamente confermata da un certificato rilasciato dall'archivio stesso o da Isabella Bueno, la figlia dell'artista. Questi certificati sono spesso forniti su una fotografia dell'opera d'arte. Alcuni certificati fanno anche riferimento a norme legali, come la "Legge n° 1062 del 20 Novembre 1971", che riguarda l'autenticità e la provenienza delle opere d'arte. La presenza di etichette di gallerie, timbri di esposizioni e dettagli di precedenti collezioni (ad esempio, "Collezione privata, Roma", "Quadrante Studio d'Arte Contemporanea", "Dogana Ponte Chiasso") rafforza ulteriormente la provenienza e l'autenticità di un'opera. Le informazioni dettagliate sull'autenticazione, che coinvolgono un archivio fotografico dedicato, certificati della figlia dell'artista e l'adesione a norme legali, dimostrano un sistema altamente strutturato e affidabile per la verifica delle opere di Bueno. Questo livello di rigore affronta direttamente una preoccupazione critica per gli acquirenti d'arte: l'autenticità. Un processo di autenticazione robusto migliora significativamente la fiducia del mercato, supporta valutazioni più elevate per le opere autentiche e protegge i collezionisti dalle contraffazioni. Contribuisce anche alla stabilità e alla reputazione a lungo termine del mercato dell'artista. Per scopi accademici, garantisce l'integrità del catalogo ragionato dell'artista.

Informazioni di Contatto per l'Autenticazione:

  • Associazione Culturale Bueno: Via dei Bosconi, 48 - 50014 - Fiesole (FI).

  • Email per richieste: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

VI. Conclusione: L'Eredità Duratura di Antonio Bueno

 

Il percorso artistico di Antonio Bueno è stato caratterizzato da un'evoluzione dinamica, dalle sue prime incursioni nell'arte figurativa e nel Surrealismo, attraverso le sue innovative sperimentazioni monocromatiche, fino al ritorno alle sue iconiche figure "neoteniche". La sua capacità di sintetizzare influenze diverse e di reinventare continuamente il suo stile ha consolidato il suo posto come figura significativa nell'arte italiana del XX secolo. La sua ultima, trionfale esposizione alla Biennale di Venezia del 1984 ha sottolineato la sua duratura vitalità creativa.

Il mercato delle opere di Antonio Bueno rimane forte, sostenuto dalla distintività dei suoi pezzi unici e dall'accessibilità della sua produzione grafica. La chiara differenziazione dei prezzi tra queste categorie offre opportunità variegate per i collezionisti. Il suo valore di mercato è ulteriormente rafforzato da un solido sistema di autenticazione, gestito dall'Associazione Culturale Bueno e dall'Archivio Fotografico Generale.

Le opere di Antonio Bueno offrono una combinazione avvincente di innovazione artistica, profondità intellettuale e attrattiva estetica. Per i collezionisti, le sue opere uniche rappresentano un solido investimento in un maestro riconosciuto, in particolare i pezzi dei suoi periodi più celebrati. Le sue opere grafiche forniscono un eccellente punto di ingresso per i nuovi collezionisti o per coloro che desiderano diversificare le proprie collezioni con pezzi autentici e firmati. I ricercatori troveranno i suoi cambiamenti stilistici e il suo impegno con i movimenti d'avanguardia un'area ricca di studio, in particolare il suo ruolo nel "Gruppo '70" e nella "Nuova Figurazione". La diligente conservazione e gli sforzi di autenticazione da parte dell'Associazione Culturale Bueno assicurano che la sua eredità continuerà a essere accuratamente rappresentata e valorizzata per le generazioni a venire.

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