Biografia di Arturo Martini
Arturo Martini (Treviso, 1889 - Milano, 1947) è stato uno dei maggiori scultori italiani del XX secolo, ma si è distinto anche come pittore e incisore. La sua formazione artistica iniziò a Treviso e Venezia, dove studiò come orafo e ceramista. Successivamente, ebbe modo di entrare in contatto con la cultura artistica europea soggiornando a Monaco e a Parigi. Le sue prime opere, caratterizzate da un primitivismo stilizzato, furono influenzate dalle esperienze secessioniste e futuriste.
Nel dopoguerra, Martini si avvicinò al gruppo di "Valori Plastici", abbracciando una sintesi tra la tradizione classicista e la ricerca metafisica. In questo periodo, dal 1925 al 1929, fuse le forme arcaiche (dall'arte etrusca e greca a quella dei maestri del Duecento e del Trecento) con nuove concezioni moderne, dando vita a opere di grande originalità e potenza espressiva.
Negli anni Trenta, Martini ottenne numerosi riconoscimenti, vincendo il Premio per la Scultura alla I Quadriennale Romana nel 1931 e venendo invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia nel 1932. Realizzò anche importanti opere monumentali e decorazioni per edifici pubblici.
Nel 1941 fu nominato docente all'Accademia di Venezia, cattedra che lasciò nel 1944 con la celebre dichiarazione pubblica della "morte della scultura", un'affermazione provocatoria che fu poi pubblicata nel libro "La scultura lingua morta". Tra le sue opere più note si ricordano: "Il bevitore" (1926), "La Pisana" (1930), "La sete" (1934) e "Donna che nuota sott'acqua" (1942).
Quotazioni medie delle opere
Le quotazioni delle opere di Arturo Martini variano notevolmente in base alla tipologia, al periodo e alle dimensioni. Le stime riportate dalle case d'asta e dalle gallerie d'arte offrono un quadro generale:
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Sculture in bronzo: Le figure femminili di medie dimensioni possono raggiungere cifre tra i 80.000 e i 300.000 euro.
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Sculture in gesso: Le opere "intime" di medie dimensioni si collocano tra i 20.000 e i 40.000 euro.
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Terrecotte: Le terrecotte degli anni '20 e '30 hanno stime che oscillano tra i 30.000 e i 150.000 euro, mentre per i capolavori il prezzo può superare i 100.000 euro.
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Opere pittoriche: Le quotazioni si aggirano mediamente tra i 5.000 e i 25.000 euro.
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Sculture in marmo: Le opere di medie dimensioni degli anni '30 possono valere dai 50.000 ai 500.000 euro.
Per quanto riguarda le grafiche d'autore e le opere uniche su carta, le stime possono variare notevolmente a seconda della rarità, dello stato di conservazione e della tiratura. In alcuni casi, i prezzi possono partire da poche migliaia di euro. Per una valutazione accurata e gratuita di un'opera specifica, si consiglia di rivolgersi a esperti o case d'asta specializzate.
Mostre nazionali e internazionali
Arturo Martini è stato protagonista di numerose mostre, sia durante la sua vita che in retrospettive postume. Tra le principali si possono citare:
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Mostre storiche:
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II Secessione Romana (1914)
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Esposizione Libera Futurista Internazionale (1914)
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Biennale di Venezia (partecipò a diverse edizioni, con una sala personale nel 1932)
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Quadriennale di Roma (vinse il premio per la scultura nel 1931)
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Mostre del gruppo "Novecento" a Milano (1926 e 1929)
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Mostre recenti:
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"Arturo Martini. I capolavori" (Museo Luigi Bailo, Treviso, fino a luglio 2023)
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"Arturo Martini e Firenze" (Museo Novecento, Firenze, 2021)
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"A Vicenza le confessioni di Arturo Martini" (Palazzo Montanari, Gallerie d'Italia, Vicenza, luglio 2025)
Sito di riferimento
Non esiste un sito ufficiale di riferimento per l'artista gestito dalla sua famiglia o fondazione. Le informazioni e le opere sono principalmente consultabili sui siti di musei che ospitano le sue opere, gallerie d'arte, case d'asta e istituti culturali. Un punto di riferimento importante è il Museo Luigi Bailo di Treviso, che conserva la più vasta collezione pubblica delle sue sculture, pitture e grafiche.
Conclusione
Le sue sculture, a volte, sono rappresentate in ritratti di uomini e donne, come "Ritratto di fanciulla", sebbene le sue opere fossero più spesso incentrate su temi mitologici, allegorici o della vita quotidiana, piuttosto che su ritratti in senso stretto.