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GIUSEPPE ZIGAINA
Litografie | Senza titolo 1 | cod.1228
Biografia Artista
Giuseppe Zigaina
Biografia e particolari salienti
Nato a Cervignano del Friuli nel 1924, dove è scomparso nel 2015, Giuseppe Zigaina compie gli studi all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 1946 incontra Pier Paolo Pasolini, dando inizio a un sodalizio intellettuale e umano tra i più intensi del Novecento italiano. Nel 1949, a soli venticinque anni, vince il prestigioso Premio Suzzara, consacrandosi precocemente a livello nazionale.
La sua vita artistica è contrassegnata da un profondo radicamento geometrico ed emotivo nel paesaggio friulano, vissuto non come idillio bucolico, ma come teatro delle lotte contadine dell'epoca. Oltre alla pittura, Zigaina è stato un intellettuale a tutto tondo: ha lavorato nel cinema con Pasolini, firmando la scenografia del Decameron e recitando in Teorema, ha scritto importanti saggi critici sulla teoria del linguaggio pasoliniano e, nel 1984, è stato chiamato come Visiting Professor all'Università di Berkeley in California.
Approfondimento critico: La tragedia della terra e il simbolo del gelso
La critica inserisce a pieno titolo Zigaina tra i giganti del Neorealismo italiano, ma la sua parabola artistica supera rapidamente i confini della pura cronaca sociale, articolandosi in tre fasi principali:
La fase neorealista ed espressionista (Anni '40 - '50): Influenzato dalla scomposizione formale di Guernica di Picasso e dalla violenza cromatica dell'Espressionismo tedesco, il primo Zigaina racconta i braccianti, le biciclette dei contadini e le assemblee popolari. Le forme sono taglienti, geometriche, dure; i colori sono cupi e drammatici, specchio di un'Italia ferita dalla guerra che cerca il proprio riscatto.
L'evoluzione visionaria e l'invenzione del Totem (Dagli anni '60 in poi): Con il passare dei decenni, la sua pittura subisce una mutazione affascinante. L'attenzione si sposta dall'uomo all'oggetto-simbolo. Il paesaggio friulano si fa metafisico, notturno e inquietante. Emergono in questa fase i celebri "Gelsi" — che l'artista seziona, sradica e trasforma in veri e propri ceppi anatomici, quasi fossero corpi umani feriti. Accanto a essi, compaiono elementi iconografici ricorrenti come i grandi insetti (le cicale), le vigne recise e i "soli" neri o metallici.
Il segno grafico: Zigaina è stato un disegnatore e incisore monumentale. La critica ha spesso evidenziato come nella sua grafica la linea non sia mai puramente decorativa, ma scavi la materia con un rigore quasi chirurgico, capace di restituire la stessa potenza tragica e poetica delle grandi tele.
Quotazioni medie e dinamiche di mercato
Il mercato di Zigaina è storicamente solido, sostenuto da un collezionismo colto, selettivo e fortemente istituzionale. Le fasce di valorizzazione si dividono principalmente in tre comparti:
- Opere uniche (Oli, grandi formati): I capolavori del periodo neorealista (fine anni '40 e anni '50), caratterizzati da forti temi sociali o composizioni geometriche complesse, sono i più ambiti nelle aste nazionali e internazionali. I prezzi per queste tele storiche oscillano tra i €6.000 e i €15.000, con punte che superano i €20.000 per opere di comprovata importanza museale o espositiva.
- Opere uniche (Tecniche miste e periodo visionario): I dipinti dagli anni '70 in poi, focalizzati sui temi dei gelsi e dei paesaggi interiori (spesso tempere o tecniche miste su tavola o tela), mantengono una stabilità notevole, con passaggi in asta e in galleria mediamente compresi tra i €3.000 e i €7.000. Le carte e i disegni si attestano tra i €1.200 e i €3.000.
- Grafica d'autore (Acqueforti, litografie): La produzione incisoria rappresenta una fetta importante del suo mercato. Le acqueforti degli anni d'oro, magistrali per tecnica e neri profondi, registrano quotazioni stabili tra i €200 e i €600, a seconda della rarità della tiratura e dello stato di conservazione del foglio.
Grandi mostre nazionali e internazionali
La statura dell'artista è testimoniata da una presenza costante nei principali appuntamenti espositivi mondiali:
- Biennale di Venezia: Esordisce nel 1948 e vi partecipa ininterrottamente per diverse edizioni (1950, 1954, 1958, 1966). Nel 1986 la Biennale gli dedica un'importante mostra antologica personale.
- Quadriennale di Roma: Presente nelle edizioni chiave del secondo dopoguerra (1951, 1955, 1959, 1965, 1972, 1986).
- Palcoscenici internazionali: Le sue opere sono state esposte in prestigiose rassegne itineranti sull'Arte Italiana nel mondo, toccando i musei di Parigi, Mosca, Tokyo, Colonia e San Francisco. Si segnalano le personali alla Moderna Galerija di Lubiana e al Gemeentemuseum dell'Aia.
- Retrospettive storiche: Di enorme rilievo l'antologica a Villa Manin di Passariano (2000) e i progetti espositivi nazionali legati al Centenario della nascita, che hanno ulteriormente riacceso i riflettori filologici sulla sua figura.
Riferimenti ufficiali per il collezionista
L'eredità artistica e la tutela delle opere sono coordinate dall'Archivio Giuseppe Zigaina, gestito dagli eredi a Cervignano del Friuli, struttura indispensabile per il rilascio di autentiche e per l'inserimento delle opere nel catalogo generale. Importanti nuclei di sue opere sono conservati permanentemente presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, il Museo del Novecento di Milano e i principali musei d'arte contemporanea del Friuli-Venezia Giulia, come i Musei Civici di Udine e Gorizia.




















